Fernando Botero torna a farsi sentire forte a Palermo e Agrigento
È una presenza imponente, quella di Fernando Botero, che torna a farsi sentire forte a Palermo e Agrigento. L’artista colombiano, scomparso nel 2023, viene celebrato con una doppia mostra che intreccia la modernità delle sue forme morbide con la maestosità senza tempo della Sicilia. A Palazzo Riso, nel cuore di Palermo, e nella Valle dei Templi ad Agrigento, le sue figure ampie prendono vita tra dipinti, sculture e opere su carta, provenienti dalle collezioni private della famiglia Botero. Non è solo un’esposizione, ma un dialogo serrato fra il peso del sogno e il fascino del mito, tra arte contemporanea e architettura classica, che qui si incontrano e si riscoprono.
Il tratto distintivo di Fernando Botero è l’esaltazione della forma piena, del volume che diventa il cuore delle sue opere. Le sue figure non sono semplici rappresentazioni, ma corpi che occupano lo spazio con una presenza quasi palpabile. Questa monumentalità calma nasce da una deformazione consapevole delle proporzioni, che apre una nuova lettura del rapporto tra corpo e ambiente. Botero si ispira in modo evidente alla tradizione italiana, soprattutto al Rinascimento, con artisti come Giotto e Piero della Francesca, che avevano trovato un equilibrio perfetto tra struttura, composizione e luce. Colore, forma e chiaroscuro nelle sue opere rimandano a quella capacità antica di dare peso e gravità alle figure, ma trasportata in un linguaggio moderno e personale.
Il volume diventa così non solo un elemento visivo, ma un principio estetico che dà vita a una vera poesia plastica. Le sue forme arrotondate sono sensuali, dense, cariche di un tempo rallentato, quasi sospeso. Gestire questo volume significa dare corpo all’immaginazione, trasformare sogni e figure fantastiche in qualcosa di concreto. Questa cifra attraversa tutta la sua opera, dalla pittura alla scultura, fino ai disegni e acquerelli, che spesso mostrano un lato più intimo e delicato del suo lavoro.
La prima tappa della rassegna è al Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Riso a Palermo, dove si tiene “Fernando Botero. Il peso dei sogni”. Qui si respira un’atmosfera più raccolta, più intima. La mostra presenta una selezione di oli su tela, acquerelli, disegni e una scultura in bronzo dorato, il Serpente, che accoglie i visitatori con la sua forma sinuosa e la superficie brillante. Non è solo un pezzo di grande impatto visivo: illumina lo spazio della mostra, suggerendo la forza del volume e dello spazio che caratterizza la sua pittura e scultura.
Le opere in mostra oscillano tra realtà e immaginazione: figure umane, animali e oggetti di uso quotidiano si mostrano con un’incisività plastica che resta impressa. Dipinti come “Donna con ventaglio”, “L’Equilibrista” e “Picador” raccontano bene questa ricerca, fatta di equilibrio tra forma e contenuto. La stabilità delle figure e l’uso armonico del colore riflettono la poetica di Botero, che unisce presenza fisica e leggerezza narrativa. I soggetti spesso raccontano la vita di tutti i giorni, ma filtrata da un tempo sospeso e da forme espanse che sembrano occupare lo spazio con un peso quasi concreto.
Le linee morbide dei corpi diventano metafore di sensualità e teatralità, in un percorso che svela il lato più privato e suggestivo dell’artista. L’alternanza tra acquerelli, disegni e oli su tela offre un contrasto vivo e necessario per capire le sfumature del suo lavoro, sempre in bilico tra segno immediato e cura del dettaglio.
La seconda parte della rassegna si sposta nella Valle dei Templi ad Agrigento, con “Fernando Botero. L’incanto del mito”. Qui le otto sculture in bronzo, disposte lungo i sentieri archeologici, dialogano con la maestosità dell’architettura dorica che domina il paesaggio. Il confronto tra le forme gonfie e piene di Botero e la geometria austera dei templi greci offre una nuova chiave di lettura del suo lavoro: un gioco di proporzioni tra corpo umano e architettura ideale.
Botero fa suo il concetto classico di entasi, quella variazione nelle curve delle colonne doriche, e l’attenzione alle angolazioni per ottenere un’armonia visiva. La sua deformazione plastica segue lo stesso principio di equilibrio rigoroso, ma con un linguaggio moderno che amplifica il senso di pienezza e armonia. Sculture come “Leda e il Cigno”, “Donna a cavallo” e diverse versioni di “Donna sdraiata” mostrano questa perfezione estetica, dove il volume è protagonista tanto quanto il soggetto.
Nel cuore di Villa Aurea il percorso si fa più raccolto: qui si possono ammirare da vicino disegni e dipinti recenti, anche del 2023. È l’occasione per cogliere l’evoluzione di temi cari a Botero: famiglia, corpi, musica, vita quotidiana e il circo, un’immagine ricorrente nel suo immaginario. Questa selezione offre una lettura profonda della sua visione, dove ogni linea e ogni ombra raccontano la maturità di uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea.
Il punto di forza di questa doppia mostra siciliana sta nella scelta di dividere le opere tra due luoghi molto diversi per storia e atmosfera, ma entrambi capaci di mettere in luce aspetti diversi dell’arte di Botero. A Palermo si guarda all’intimità, ai momenti più raccolti e personali della pittura e del disegno, valorizzati dall’eleganza storica ma sobria di Palazzo Riso.
Ad Agrigento, invece, la cornice della Valle dei Templi esalta il significato delle sculture, inserendole in un paesaggio dove mito e classicità diventano materia viva. Qui il linguaggio di Botero si apre, dialogando con una tradizione millenaria e trovando nuova forza nello spazio aperto e solenne degli antichi templi. Un incontro che racconta l’arte come esperienza totale, capace di superare confini di tempo e luogo.
Il pubblico siciliano, che aveva già conosciuto Botero in mostre storiche come “La Corrida” nel 1988 e “Via Crucis. La Pasión de Cristo” nel 2015, ha ora la possibilità di approfondire questo legame con una narrazione completa che attraversa temi, tecniche e linguaggi dell’artista. Da Medellín a Palermo e Agrigento, la sua opera resta una presenza riconoscibile e influente, capace di lasciare un segno profondo nel panorama artistico mondiale.
La mostra resterà aperta fino al 31 ottobre 2026, offrendo un’occasione rara per scoprire la doppia anima di Botero, tra sogno e mito, intimità e monumentalità.
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