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Addio a Tim Curry, icona del cinema horror e Frank-N-Furter di Rocky Horror: è morto a 80 anni

La sera del 25 agosto 2026, Tim Curry è morto nella sua casa di Los Angeles. Aveva appena compiuto 80 anni ad aprile. Per chi ha vissuto il cinema e il teatro degli ultimi decenni, il suo volto è impossibile da dimenticare. Era capace di passare, senza sforzo apparente, dal grottesco al terrificante. Il Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show e il clown Pennywise nella miniserie It del 1990 sono solo due tappe di una carriera straordinaria. Curry ha lasciato il segno anche in teatro, televisione e doppiaggio, sempre con la stessa energia e talento che lo hanno reso unico.

Dal palcoscenico inglese al successo mondiale: la carriera di un attore camaleontico

Nato a Grappenhall, nel Cheshire, il 19 aprile 1946, Tim Curry ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo alla fine degli anni Sessanta, con il musical Hair. Il vero salto arriva nel 1973, quando entra nel cast di The Rocky Horror Show, firmato da Richard O’Brien. Qui dà vita a Frank-N-Furter, un personaggio provocatorio e anticonformista che sfidava le regole sull’identità di genere e la sessualità di quegli anni. L’anno dopo, il musical diventa film con The Rocky Horror Picture Show, diretto da Jim Sharman. All’inizio non è un successo enorme, ma grazie alle proiezioni notturne diventa presto un cult amatissimo. Curry incanta con la sua ironia e la sua presenza magnetica, trasformando Frank-N-Furter in una leggenda.

Ma Tim Curry non si è fermato lì. Ha saputo muoversi con disinvoltura tra generi diversi, dal comico al minaccioso. Nel 1982 è il perfido Rooster Hannigan in Annie, e nel 1985 interpreta il maggiordomo Wadsworth in Signori, il delitto è servito , una commedia gialla che col tempo ha conquistato il suo pubblico di culto. Ha anche affrontato il fantasy oscuro in Legend di Ridley Scott, nel ruolo del demoniaco Darkness. Negli anni ’80 e ’90 ha partecipato a pellicole di grande successo come Caccia a Ottobre Rosso, Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York, I tre moschettieri, Muppet Treasure Island e la parodia Scary Movie 2. La sua capacità di trasformarsi lo ha reso uno dei caratteristi più amati del mondo anglosassone.

Pennywise, il clown che ha terrorizzato una generazione

Per molti, soprattutto in Italia, Tim Curry rimarrà per sempre il volto di Pennywise, il clown assassino della miniserie It del 1990, tratta dal romanzo di Stephen King. La sua interpretazione è entrata nell’immaginario collettivo grazie all’equilibrio perfetto tra una maschera divertente e un’ombra inquietante. La sua capacità di passare dal sorriso al terrore ha reso quella serie un punto di riferimento per l’horror televisivo e ha consacrato Curry come una leggenda del genere.

Quella versione di Pennywise è rimasta la più memorabile per anni, prima che il personaggio venisse ripreso al cinema con Bill Skarsgård e nella serie IT: Welcome to Derry. Nonostante le diverse interpretazioni, il lavoro di Curry resta il modello di riferimento per chi ha visto quei primi episodi e ha provato il brivido di quel clown malefico. La sua teatralità unita a un senso di minaccia palpabile ha cambiato per sempre il modo di rappresentare Pennywise.

Tra palco e doppiaggio: la forza di un artista anche dopo l’ictus

La vita teatrale di Tim Curry è stata altrettanto ricca e apprezzata. Tre candidature ai Tony Awards per Amadeus , My Favorite Year e Monty Python’s Spamalot testimoniano la sua bravura sul palco. Ha ricevuto anche due nomination ai Laurence Olivier Awards, tra cui quella come miglior attore in un musical proprio per Spamalot nel 2007. Questa doppia carriera tra teatro e cinema ha mostrato il suo talento e la sua versatilità.

Non meno importante è stata la sua attività nel doppiaggio. La sua voce profonda ha dato vita a personaggi indimenticabili nell’animazione e nei videogiochi. Nel 1991 ha vinto un Daytime Emmy per il ruolo di Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan and the Pirates. Ha doppiato Nigel Thornberry in La famiglia della giungla e l’Imperatore Palpatine in Star Wars: The Clone Wars. La voce è stata il suo strumento anche negli ultimi anni.

Nel 2012 un ictus ha cambiato la sua vita: parzialmente paralizzato, ha perso la capacità di camminare. Dopo una lunga riabilitazione è riuscito a parlare di nuovo, ma ha dovuto affidarsi alla sedia a rotelle. Nonostante tutto, ha continuato a farsi vedere in pubblico, soprattutto alle convention dedicate ai fan, e ha preferito ruoli vocali. Nel 2016 è tornato brevemente a The Rocky Horror, interpretando il Criminologo nel film televisivo The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again.

Gli ultimi anni tra cinema e memoria

Nel 2024 Tim Curry è tornato sul grande schermo con l’horror Stream, l’ultima prova che ha regalato ai suoi fan. Dopo anni lontano dai ruoli in carne e ossa, ha mostrato che la sua energia artistica non si è spenta. Ma negli ultimi tempi si è dedicato soprattutto a raccontare la sua storia.

Il 14 ottobre 2025 è uscito Vagabond, la sua autobiografia. Nel libro Curry parla a cuore aperto del suo percorso, del dramma dell’ictus e della lenta ripresa. Racconta anche come il doppiaggio gli abbia permesso di continuare a lavorare nonostante le difficoltà fisiche. Un ritratto sincero di un uomo e di un artista che ha dedicato tutta la vita al palcoscenico e allo schermo.

Tim Curry si è spento il 25 agosto 2026, lasciando un vuoto enorme nel mondo dello spettacolo, sia britannico che internazionale. È stato una delle figure più eclettiche e amate, un attore capace di trasformarsi e sorprendere sempre. Il suo ricordo resterà vivo tra chi ha seguito la sua carriera e ha amato i suoi personaggi.

Redazione

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