Era l’estate del 1972 quando Torino, ancora città dal ritmo più lento e meno caotico di oggi, divenne il teatro di un giallo destinato a cambiare il genere. Un avvocato, uomo ordinario e riservato, viene trovato ucciso in circostanze insolite, un caso che catturò immediatamente l’attenzione di chi amava il mistero. A firmare quel racconto, Carlo Fruttero e Franco Lucentini: due nomi che, con ironia sottile e rispetto per la tradizione, rivoluzionarono il poliziesco italiano. Tra indizi sparsi e sospetti mai banali, la trama si snoda serrata, tenendo il lettore incollato fino all’ultima pagina.
Torino negli anni Settanta non era certo la città brillante e internazionale di oggi. Spesso rimaneva nell’ombra, schiacciata dal confronto con Milano o Roma, con i suoi contrasti e le sue strade acciottolate, i caffè frequentati tanto dai borghesi quanto da piccoli malviventi. Un ambiente insolito per un thriller, quasi cinematografico, ma poco sfruttato dalla letteratura popolare. Gli autori si divertono a far scorrere la vicenda tra angoli poco noti, riservati a pochi, mentre il delitto Garrone si impone al centro della narrazione.
L’estate anticipata aggiunge quel senso di calore e di tensione che pervade il racconto, quasi a riflettere lo stato d’animo dei protagonisti e l’atmosfera attorno a loro. Il sole rovente fa da sfondo, amplificando disagio e sospetti tra i personaggi, che si muovono su un terreno di certezze che lentamente si sgretola. Lo spazio e il tempo si intrecciano, mettendo in luce una città ancora in parte “nascosta”, mai raccontata così nel genere giallo.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini non erano solo due scrittori appassionati, ma autori capaci di unire suspense e ironia, portando il giallo italiano su strade nuove. A loro si deve un genere a più facce, che passa senza sforzo da momenti divertenti a fasi cariche di tensione. Questi due, noti come “la ditta”, hanno lavorato insieme per oltre quarant’anni, regalando al pubblico opere dalla scrittura brillante e incalzante.
_”La donna della domenica”_ è il loro capolavoro, un romanzo curato in ogni dettaglio. La trama scorre veloce, incastrando indizi e personaggi in un puzzle complesso. Non è solo un giallo da risolvere, ma anche una riflessione sul genere stesso, che alterna omaggi a sottili prese in giro dei cliché polizieschi. Il tono, tra serietà e ironia, crea un equilibrio che ha conquistato generazioni di lettori.
Al centro della storia c’è il delitto di un avvocato poco noto, Garrone. La sua morte colpisce per un dettaglio insolito: l’arma del delitto è fuori dall’ordinario, qualcosa che rompe gli schemi di un omicidio comune. Questa scelta aumenta la sensazione di straniamento, obbligando lettori e personaggi a farsi mille domande sulle ragioni e sui colpevoli.
La morte di Garrone diventa così il punto di partenza di un’indagine serrata, che scorre tra una serie di sospettati molto diversi tra loro. Il romanzo si apre come un grande caleidoscopio umano, dove ogni volto nasconde una storia da non sottovalutare. Tra interrogatori tesi e piste che si intrecciano, si forma una rete complessa fatta di bugie e mezze verità. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisce a disegnare un quadro vivido di Torino e delle sue dinamiche sociali.
_”La donna della domenica”_ brilla anche per la varietà di personaggi che animano la storia. Dal potente industriale al burocrate subdolo, dalla moglie tradita all’amante misteriosa, il romanzo mette in scena un ventaglio di figure che riflettono la società torinese di quegli anni. Ognuno viene tratteggiato con cura, nei gesti come nella psicologia.
Questa folla di sospettati trasforma la storia in un mosaico umano, dove le vicende private si intrecciano alla trama del delitto. Dialoghi, tensioni e silenzi tra i protagonisti raccontano potere, gelosie e rancori, tutti alimentati dal contesto in cui si muovono. Il lettore si trova così a seguire più fili, tutti capaci di accendere sospetti e rendere la soluzione ancora più complicata. Il risultato è un ritratto collettivo di una città in cui si consuma una tragedia.
Nel deserto del Nevada si nasconde una città che pochi hanno potuto vedere dal vivo.…
Su Spotify spunta un nuovo segno distintivo: un badge per gli artisti nati dall’intelligenza artificiale.…
A Pompei, una statua in bronzo ha acceso un dibattito che va ben oltre l’arte.…
Giovanni Agostino da Lodi: il maestro riscoperto del Rinascimento lombardo-veneziano Per decenni, Giovanni Agostino da…
Nel 1247, Robin Hood non è più l’eroe invincibile delle ballate. Il tempo ha inciso…
# La donna della domenica: il giallo torinese che cambiò il poliziesco italiano nel 1972…