Nel maggio 2026 è arrivato in libreria un libro che racconta quarant’anni di lavoro di Udayshanth Fernando, una figura centrale del design asiatico contemporaneo. Nato a Colombo nel 1949, Fernando non è solo un designer: è anche collezionista, imprenditore e fondatore di Paradise Road. Il suo approccio supera la mera funzionalità o l’estetica. Qui il design diventa un ponte tra passato e presente, un intreccio profondo di tradizioni, artigianato e memoria culturale che si apre al mondo con uno sguardo autentico. Attraverso immagini intense e testi curati, arricchiti da contributi critici internazionali, il volume mostra il design come un atto culturale vivo, capace di conservare e rinnovare il patrimonio locale senza trasformarlo in un semplice ornamento.
Per Fernando il design non è solo forme o materiali. È soprattutto un atto culturale, un modo per custodire l’identità di un luogo e della sua gente. Ogni progetto nasce dalla storia dello spazio, che diventa la tela su cui costruire. Non si tratta di replicare il passato, ma di far dialogare passato e presente in modo dinamico. Questo gioco di contrasti, visibile e armonico, racconta un’identità che si trasforma senza perdere le sue radici. La cultura prende forma negli oggetti scelti, nelle superfici e nell’organizzazione degli ambienti, trasformando ogni progetto in una ricerca estetica che tiene vive memorie e riferimenti. La forza sta proprio in questo approccio senza tempo, che va oltre le mode per esprimere una sensibilità autentica.
Al centro di tutto c’è il senso di appartenenza che ogni spazio deve suscitare. Fernando usa materiali e finiture che invecchiano con grazia, creando una patina che racconta il passare del tempo. Questo “calore” tattile rende gli ambienti accoglienti e familiari, lontani dalla freddezza o dal distacco. Gli oggetti vissuti, i tessuti e le superfici che si trasformano con l’uso invitano a un’interazione più intima, regalano comfort immediato e restituiscono quell’idea di casa che si radica nella memoria.
Paradise Road, il marchio nato dall’idea di Fernando, non è solo un’azienda di design. È la dimostrazione di come un forte legame con il locale possa parlare con il mondo. L’incontro tra la tradizione artigiana dello Sri Lanka e una visione cosmopolita ha fatto del brand un punto di riferimento internazionale. Ma non è frutto di mode o compromessi con il mercato globale. Fernando rifiuta di seguire tendenze passeggere, preferendo affidarsi a un’intuizione personale e autentica.
Portare un’identità così radicata su un palcoscenico internazionale è una sfida, ma è avvenuto quasi naturalmente. Le esperienze vissute in culture diverse hanno plasmato una sensibilità che si traduce nella qualità del design e nel rispetto delle tradizioni locali. Il marchio valorizza il lavoro degli artigiani, creando prodotti che raccontano una storia e mantengono un legame profondo con il territorio. Questo equilibrio tra radicamento e apertura fa di Paradise Road un esempio di design contemporaneo capace di parlare a un pubblico vasto senza perdere autenticità.
Il libro “Udayshanth Fernando. Living Design” punta su un racconto visivo intenso, dove fotografie e testi si alternano per far capire la visione artistica e progettuale di Fernando. Una sfida non da poco: condensare cinquant’anni di lavoro, migliaia di prodotti, tante proprietà e una collezione personale in meno di duecento pagine. Un lavoro di selezione rigorosa e di equilibrio, svolto con l’aiuto di un team fidato.
Al centro del racconto c’è la sua casa, che custodisce una collezione tra arte e oggetti d’epoca, insieme alla storia delle creazioni più iconiche di Paradise Road. Il volume crea un dialogo tra patrimonio culturale, storia personale e lavoro progettuale, svelando il cuore pulsante del suo design nella vita di ogni giorno.
La casa di Fernando non è solo un’abitazione, ma un laboratorio sempre aperto, fatto di sperimentazione e memoria. Ogni pezzo d’arredo, ogni oggetto collezionato nasce da una scelta intuitiva, da un legame personale che si riflette negli spazi. Gli interni cambiano continuamente, tra nuovi acquisti, variazioni di colore e riorganizzazioni, in una ricerca costante di equilibrio tra funzionalità e poesia.
Gli oggetti raccolti raccontano storie di epoche e culture diverse, come le collezioni dell’epoca della dominazione olandese in Sri Lanka, intrecciando passato e presente. Questi arredi e opere d’arte testimoniano l’interesse di Fernando per la storia, l’artigianato e la narrazione culturale, confermando il suo modo di intendere il design come una forma viva, capace di evocare radici profonde senza rinunciare a essere attuale. Ogni ambiente è un dialogo aperto, in continua trasformazione, che permette al designer di portare avanti la sua ricerca creativa senza mai perdere lo slancio iniziale.
Jingyi Yang vive sospesa tra due mondi lontani: la Mongolia interna, con i suoi spazi…
Quattro giorni, decine di spettacoli sparsi in ogni angolo della città. Dal 15 al 18…
“E se ti dicessero che una canzone può essere un viaggio tra monti, storie di…
Nel 2026, l’Italia si conferma un crocevia vitale per chi opera nel mondo della cultura,…
Il 10 agosto a San Lucido, un piccolo paese calabrese, succederà qualcosa di diverso. Cimini,…
Il teatro deve scuotere le coscienze, diceva Bertolt Brecht, e lui lo ha fatto come…