A due passi dal quartiere delle Cure, a Firenze, si apre una galleria destinata a rivoluzionare il panorama dell’arte contemporanea italiana. L’Appalto non è una galleria qualunque: nata dall’idea di Arianna Iandelli e Lupo Steinhauslin, vuole tessere una rete solida tra artisti emergenti e un circuito internazionale di critici, gallerie e addetti ai lavori. Qui si cerca di dare voce a un’arte di ricerca, radicata nel territorio ma capace di oltrepassarne i confini. E mentre sopra l’ingresso spicca ancora l’insegna del vecchio negozio di alimentari che un tempo occupava questo spazio in via Faentina 115/R, si percepisce forte la voglia di trasformare una storia passata in un futuro di creatività.
L’Appalto ha scelto un ritmo diverso, lontano dagli eventi usa e getta. Si terranno tre o quattro appuntamenti all’anno, ognuno studiato per raccontare la ricerca contemporanea da una prospettiva precisa. Il primo filone, chiamato Affondi, si concentra su mostre monografiche o dialoghi tra artisti, per indagare a fondo pratiche e temi specifici. Qui non si viene per uno sguardo veloce, ma per fermarsi e riflettere.
Dall’altra parte, le Proposte riuniscono più artisti attorno a temi condivisi, dando vita a mostre collettive dove idee e linguaggi si intrecciano. Questo approccio crea un ambiente vivace e aperto, dove si esplorano tendenze nuove senza schemi rigidi.
Ogni mostra sarà accompagnata da una pubblicazione curata nei dettagli, un vero e proprio strumento critico che aiuta a prolungare il dibattito ben oltre la chiusura dell’esposizione. Così L’Appalto trasforma ogni evento in un momento di riflessione che resta.
Uno dei cardini della galleria è la collaborazione oltre confine. Nasce così il progetto Appalti, una serie di scambi con gallerie e spazi internazionali. L’idea è semplice ma efficace: ospitalità reciproca di spazi e artisti, con residenze, mostre e iniziative che favoriscono la circolazione di idee e progetti.
Questa rete allarga gli orizzonti degli artisti, dando loro visibilità più ampia e portando a contaminazioni culturali. Il dialogo continuo rinnova le pratiche espositive, arricchendo sia Firenze che le sedi partner all’estero. La sfida è far crescere una rete solida che sostenga davvero la scena indipendente e contemporanea.
La prima mostra di L’Appalto si intitola “Personalissime Sculture” e sarà inaugurata il 12 settembre 2026. Fa parte delle Proposte e riunisce cinque artisti di generazioni e background diversi: Alfredo Aceto, Andrea Bocca, Bea Bonafini, Federica Balconi e Federico Cantale. Ognuno di loro affronta la scultura in modo originale, giocando con materiali, forme e linguaggi che superano le definizioni tradizionali.
Non si tratta solo di vedere opere, ma anche di entrare in un dialogo critico grazie alla pubblicazione che accompagna la mostra. Il volume non si limita a documentare, ma allarga il senso dell’evento con testi e approfondimenti sul lavoro e il processo creativo. Così L’Appalto propone un modello che unisce ricerca, esposizione e critica, rispettando la complessità dell’arte contemporanea e aiutando a leggerla con consapevolezza.
Con questa apertura, L’Appalto si candida a diventare un punto di riferimento per l’arte emergente, non solo a Firenze ma a livello internazionale. Via Faentina 115/R nel 2026 è un indirizzo da segnare in agenda per chi segue da vicino le nuove tendenze del panorama italiano.
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