Un citofono che suona, voci diverse dietro le porte: è questa la scena che Pierluigi Scandiuzzi cattura sulla copertina dell’ultimo Artribune Magazine. Il suo “Art tribù” non è solo un dipinto, ma una metafora vivace di un condominio immaginario popolato da artisti e amici, ognuno con la propria storia e prospettiva. Come in un edificio dove convivono ritmi e suoni differenti, la cultura italiana si mostra qui nella sua complessità e varietà. Quelle pagine non raccontano solo arte contemporanea o grandi mostre, ma riflettono soprattutto la ricchezza di sguardi unici che animano il presente culturale. Proprio questa molteplicità rende il magazine una lettura viva, capace di sorprendere e far riflettere.
Artribune Magazine si fonda sulle tante sfaccettature che compongono il panorama culturale italiano. Non è solo arte, ma un intreccio di emozioni, mestieri e storie. Cultura è un termine ampio: può essere orgoglio nazionale, passione, lavoro o un settore che guarda al futuro. In questo numero, il giornale continua a fare ciò che sa fare meglio: raccontare senza cadere nei soliti cliché, offrendo punti di vista originali e molteplici.
Il magazine è una piattaforma aperta, dove si affrontano temi con curiosità e spirito critico. La pluralità qui non significa solo varietà di argomenti, ma anche diversità di lettori, invitati a entrare nel dibattito. La cultura è un bene comune da esplorare in tutte le sue sfumature, dal contemporaneo alle radici più tradizionali. Artribune ha sempre creduto in questa visione, e questo numero ne è l’ennesima conferma.
Al centro di questo numero c’è la Biennale di Venezia, l’appuntamento più importante per l’arte contemporanea a livello mondiale. Le pagine offrono approfondimenti sui temi chiave della mostra e un’intervista esclusiva al team curatoriale guidato da Koyo Kouoh, che ha scelto le opere e definito il progetto espositivo. Attraverso un confronto diretto con gli artisti, il magazine indaga come la Biennale continui a influenzare il linguaggio estetico e politico nel mondo dell’arte.
Un altro tema originale parte dall’impatto del videogioco GTA, soprattutto il quinto capitolo, sulla creatività degli ultimi decenni. Artribune raccoglie voci e analisi per spiegare come questo gioco abbia cambiato la prospettiva di molti artisti contemporanei, in vista dell’uscita di GTA VI prevista per novembre 2024. Questo incontro tra cultura pop e arte contemporanea apre una finestra affascinante sul racconto culturale attuale.
Non mancano poi itinerari culturali nuovi e sostenibili a Tolosa e nelle Fiandre, idee per viaggi intelligenti che uniscono storia, arte e ambiente. La rubrica Giro d’Italia torna con un reportage fotografico su Matera, raccontata attraverso lo sguardo del contemporaneo. Il panorama emergente si racconta con due interviste a pittori e curatori di residenze artistiche, a dimostrazione della volontà di dare spazio a nuove voci.
La rivista si arricchisce con l’inserto “Grandi Mostre”, dedicato agli eventi più importanti in Italia e, dall’anno prossimo, anche all’estero. Uno spazio che offre agli appassionati una visione privilegiata sugli sviluppi del mondo museale globale.
Il numero 53, in uscita nel 2024, mette sotto i riflettori Mariuccia Secol, artista e pioniera del femminismo italiano, al centro della scena al Muzeum Susch in Svizzera. Il lavoro di Secol apre un capitolo dedicato a chi ha segnato la storia internazionale, da Jasper Johns al Guggenheim Bilbao, da Lee Miller al Musée d’Art Moderne di Parigi. Si sottolinea anche il dialogo tra Italia e Spagna con la mostra “Gotico Mediterraneo” al Museo del Prado di Madrid.
In Italia, le grandi antologiche dominano la scena: dal MAXXI L’Aquila con Ai Weiwei, alla Fondazione Prada di Milano con le mostre di Cao Fei e Hito Steyerl. Palazzo Strozzi a Firenze ospita una mostra importante su Mark Rothko, confermando il ruolo centrale di queste sedi nell’arte italiana. Non manca un’intervista ad Angelo Enrico, gallerista e promotore di collaborazioni internazionali di rilievo, che racconta il lavoro dietro le quinte.
Il magazine non vuole solo raccontare, ma coinvolgere. Come in un condominio animato, chi legge è chiamato a essere più che spettatore: un protagonista attento e partecipe, quasi un “portinaio” culturale. Il dialogo tra redazione e pubblico è un elemento fondamentale, capace di arricchire la discussione e definire insieme il panorama culturale di oggi.
Questa filosofia riflette l’anima di Artribune, che vive di confronto, idee e riflessioni. La rivista si offre sia in formato digitale che cartaceo, per chi cerca un punto di vista approfondito e articolato sul mondo dell’arte e della cultura italiana. Così, la comunità dei lettori diventa un vero e proprio “condominio culturale”, sempre in movimento.
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