Il 9 giugno 2026, a 91 anni, si è spento Carlo Ulrico Hoepli, colpito da una polmonite. La sua scomparsa chiude un capitolo importante dell’editoria italiana. Pochi giorni dopo, la libreria di Via Hoepli, cuore pulsante della cultura milanese da 156 anni, ha calato per sempre la saracinesca. Un simbolo che, con il passaggio del marchio a nuovi proprietari e la messa in liquidazione del gruppo editoriale, lascia spazio a un cambiamento profondo. Non è solo la fine di un negozio, ma una vera e propria svolta nel panorama culturale della città.
Tutto cominciò nel 1870, quando Ulrico Hoepli, libraio svizzero, prese in gestione una piccola libreria vicino alla Galleria Vittorio Emanuele, nel centro di Milano. In pochi decenni quella bottega modesta divenne un punto di riferimento per una città che correva veloce verso l’industrializzazione e la modernità. La libreria, già nota per la selezione accurata dei titoli, ampliò presto l’attività con una casa editrice che puntava sulla divulgazione tecnica e scientifica, settori allora poco battuti dall’editoria locale.
Questa scelta ha segnato profondamente la crescita culturale di Milano. Ulrico Hoepli non si limitò al commercio: donò alla città la Biblioteca Hoepli, ancora oggi un centro aperto a tutti, e contribuì alla nascita del Planetario che porta il suo nome. Così, la libreria divenne un vero motore culturale, radicato nel tessuto urbano e sociale per oltre un secolo e mezzo.
Le mura di Via Hoepli hanno visto cambiare Milano, ma sono sempre state un punto di riferimento per lettori, studenti, professionisti e ricercatori in cerca di risposte e stimoli.
Carlo Ulrico Hoepli, bisnipote del fondatore, prese le redini dell’azienda negli anni Sessanta, dopo la laurea in giurisprudenza. Per oltre cinquant’anni ha guidato la casa editrice, affrontando i profondi cambiamenti del mercato librario. Sotto la sua guida, la società si è allargata oltre la divulgazione tecnica, entrando nei settori scolastico, economico e informatico.
Mai venuta meno l’attenzione alla qualità e all’innovazione, così come l’impegno culturale. Accanto al lavoro imprenditoriale, Hoepli ha ricoperto ruoli importanti: consigliere della SIAE, tesoriere dell’Associazione Italiana Editori e vicepresidente della Federazione degli Editori Europei. Grazie a questi incarichi, ha potuto influenzare strategie chiave e difendere la filiera del libro in un periodo di grandi trasformazioni.
La sua leadership ha attraversato fasi di crescita e di crisi, rispecchiando le sfide sempre presenti nel mondo dell’editoria. La sua scomparsa è la perdita di un testimone diretto della storia editoriale italiana, capace di unire tradizione e innovazione.
Negli ultimi anni, le tensioni in famiglia hanno complicato la gestione della casa editrice, già alle prese con un mercato librario in difficoltà. I fratelli Giovanni, Matteo e Barbara, figli di Carlo Ulrico, si sono scontrati con il cugino Giovanni Nava. Quest’ultimo, pur con una quota minoritaria, ha avviato una battaglia legale sulla gestione dell’azienda.
Nel dicembre 2025, il Tribunale di Milano ha sequestrato la quota di maggioranza della famiglia, affidandone la gestione a un custode giudiziario. Ma questo non ha fermato il declino. Il 10 marzo 2026 l’assemblea dei soci ha deciso la liquidazione volontaria, citando risultati economici negativi e prospettive di mercato insostenibili.
Il processo di smantellamento è proseguito: il ramo scolastico è passato al Gruppo Mondadori insieme al marchio Hoepli, mentre l’immobile di Via Hoepli è stato venduto a un fondo statunitense. Senza rinnovo del contratto di locazione, la libreria ha chiuso definitivamente il 25 maggio 2026. Quel giorno, tra una folla di clienti per gli ultimi acquisti, si è consumato l’addio a uno spazio che ha accompagnato generazioni di lettori.
Nonostante la chiusura e la vendita, non sono mancati tentativi di salvare almeno in parte lo spirito culturale di Hoepli. La società DaB ha presentato un’offerta da oltre venti milioni di euro per mantenere unito il gruppo editoriale e trasformare la storica sede in un polo per cultura e formazione. Ma i proprietari attuali non hanno accolto la proposta.
Nei prossimi giorni è attesa una nuova offerta da una cordata guidata dal libraio Vittorio Graziani, noto nel mondo culturale italiano. L’obiettivo è mantenere a Via Hoepli una funzione culturale, cercando di ridare vita a una realtà che ha segnato la città.
Il quadro resta però complicato. La separazione tra marchio e proprietà dell’immobile, insieme ai tempi stretti, rendono difficile il rilancio. La sfida sarà conciliare memoria e innovazione in un mercato editoriale sempre più frammentato e competitivo.
La morte di Carlo Ulrico Hoepli arriva in un momento delicato per chi ha rappresentato per anni un modello di cultura, imprenditoria e impegno civico, a Milano e oltre.
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