Il 18 maggio, New York ha assistito a una serata d’asta che ha riscritto le regole del gioco. Da Christie’s è andata in scena una selezione di opere talmente potente da scuotere il mondo dell’arte moderna e contemporanea fino alle fondamenta. Non solo grandi nomi, ma anche pezzi con storie intense e cariche di fascino, capaci di scatenare rilanci senza tregua, sempre più alti. Quando è calato il sipario, il totale ha lasciato tutti a bocca aperta: oltre un miliardo di dollari spesi in poche ore, tra due sessioni nella Grande Mela. Una notte di fuoco, davvero.
La prima parte della serata ha acceso i riflettori sulla collezione privata di Samuel Irving Newhouse, il magnate dell’editoria e fondatore di Condé Nast, scomparso nel 2017. La sessione, intitolata “Masterpieces: The Private Collection of S.I. Newhouse”, ha visto in vendita sedici opere, tutte garantite sulle stime, che hanno superato i 631 milioni di dollari solo in questa fase. Così, il totale legato a questa raccolta ha superato quota 1,05 miliardi. Questa era la quarta tranche di opere provenienti dalla collezione Newhouse, che in cinque anni ha già raggiunto la soglia del miliardo. Un risultato che fa della collezione la seconda più preziosa mai battuta all’asta, subito dopo quella di Paul Allen, venduta da Christie’s per oltre 1,7 miliardi nel 2022.
La forza di questa raccolta sta nella passione di Newhouse per la qualità, la provenienza e la rarità. Ogni pezzo racconta una storia unica e occupa un posto speciale nel mondo dell’arte. Tobias Meyer, ex astaioneer di Sotheby’s e curatore della collezione dal 1998, ha sottolineato come ogni opera sia un momento preciso di svolta nella storia artistica. Max Carter, attuale presidente di Christie’s per il XX e XXI secolo, ha definito questi lavori come autentici pilastri della cultura artistica.
I nomi più attesi hanno confermato la loro statura con risultati da capogiro. Jackson Pollock con il suo “Number 7A” del 1948 ha stabilito un nuovo record d’asta: 181,2 milioni di dollari. Una cifra che triplica il precedente primato dell’artista e mette in luce il valore monumentale del dipinto, esemplare della sua tecnica del drip painting. La battaglia tra collezionisti, in gran parte al telefono, è durata oltre dieci minuti con più di sessanta rilanci.
Non meno impressionante il risultato per la scultura “Danaïde” di Constantin Brancusi, bronzo e foglia d’oro del 1913, venduta per 107,6 milioni di dollari. Un nuovo record per una scultura, la seconda più costosa mai venduta all’asta, dietro solo al “Pointing Man” di Alberto Giacometti, battuto a 141 milioni. La storia di “Danaïde” è affascinante: ispirata al rapporto con l’artista ungherese Margit Pogany, aveva già fatto parlare di sé nel 2002, venduta allora per 18,2 milioni . Oggi il suo valore è raddoppiato rispetto al record d’asta precedente, del 2018. La promozione della scultura ha raggiunto un pubblico più ampio, con la partecipazione di volti noti del cinema come Nicole Kidman in un video di presentazione, attirando l’attenzione di gallerie prestigiose come Pace Gallery.
Altri pezzi importanti della collezione Newhouse hanno confermato la serata di fuoco: il ritratto di Madame K. di Joan Miró è andato via a 53,5 milioni, mentre Alice Neel con “Mother and Child ” ha raggiunto i 5,7 milioni, confermando il valore di questa raccolta.
Dopo il grande successo della vendita Newhouse, Christie’s ha continuato con la “20th Century Evening Sale”, che ha totalizzato 490,3 milioni di dollari. A guidare la classifica è stato “No. 15 ” di Mark Rothko, dipinto nel 1964, venduto a 98,4 milioni. Un record personale per l’artista, che ha superato di gran lunga il suo precedente primato stabilito nel 2012 con “Orange, Red, Yellow” a 86,8 milioni. Rothko si conferma uno dei nomi di punta nel mercato dell’arte moderna, con quest’opera tra le quattro più costose mai battute all’asta.
Il dipinto proveniva dalla collezione di Agnes Gund, ex presidente del Museum of Modern Art di New York, che ha costruito la sua raccolta con passione e cura per decenni. Con questa asta, il valore complessivo dei suoi pezzi ha superato i 150 milioni, ben oltre le previsioni. Tra gli altri lavori di rilievo venduti della sua collezione spiccano “Untitled ” di Joseph Cornell, aggiudicato a 6,9 milioni, e “Untitled” di Cy Twombly, venduto a 45 milioni.
Questa seconda sessione ha confermato la domanda forte per capolavori del Novecento, consolidando Christie’s come punto di riferimento nel settore. Il prossimo appuntamento è già fissato per il 20 maggio, con una selezione di dipinti di Gerhard Richter e opere dalla collezione di Marian Goodman, storica gallerista. Christie’s continua così a guidare il mercato con offerte di grande valore e richiamo.
«Non c’è, non si trova, non esiste»: è questo il triste mantra che emerge da…
«Le ragazze» arriva a sorpresa, con un ritmo che scotta e invita a muoversi. Clara…
Le cucine degli anziani italiani stanno cambiando volto, e non per scelta loro. Nelle case…
Nel buio di una stanza spoglia, una donna dà alla luce una bambina. È il…
A Ca’ Rezzonico, venti dipinti di Francesco Guardi stanno trasformando la visita in un viaggio…
Il 27 maggio Netflix accende i riflettori su “Due spicci”, la nuova serie firmata Zerocalcare.…