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Sicilia tra Memoria e Visione: la Mostra Fotografica di Armando Rotoletti all’Antiquarium di Centuripe

Nel 1989, Armando Rotoletti ha scattato la sua prima fotografia a Centuripe, un piccolo borgo nell’entroterra siciliano. Da allora, con pazienza e uno sguardo attento, ha raccolto più di trent’anni di immagini in bianco e nero, un racconto silenzioso e profondo di questa terra. Niente mare turchese o turisti affollati, ma volti, gesti, angoli nascosti di una Sicilia che sfugge ai cliché. Rotoletti, messinese di nascita, ha scelto il bianco e nero per cogliere il respiro del tempo che passa, le tradizioni che si aggrappano al presente. Oggi, a Centuripe, le sue fotografie si mostrano in una mostra che dura fino al 2026, un invito a scoprire un’isola fatta di contrasti e storie che meritano di essere raccontate.

Armando Rotoletti: un legame profondo con la Sicilia

Messinese di nascita, Rotoletti ha lasciato l’isola da giovane, prima Londra e poi Milano, spinto dal lavoro. Ma la lontananza non ha mai spezzato quel filo emotivo con la sua terra d’origine; anzi, ha alimentato in lui il desiderio di tornare, osservare e raccontare la Sicilia con i suoi occhi. Dalla fine degli anni Ottanta, ha iniziato a esplorare l’isola con uno sguardo che mescola l’esperienza di fotogiornalista – maturata soprattutto durante gli anni con l’agenzia Grazia Neri – a un approccio personale, quasi intimo.

Come fotoreporter, Rotoletti ha ritratto volti noti della cultura, della scienza e dell’economia italiana, ma parallelamente ha portato avanti una ricerca visiva che non vuole dipingere la Sicilia come un’unica realtà definita, bensì come un mosaico di volti, gesti e luoghi, che raccontano sia continuità sia cambiamenti. Il suo modo di fotografare è riflessivo e accurato, lontano dalla fretta e dalla superficialità con cui spesso si consumano le immagini oggi.

A Centuripe, la Sicilia che non ti aspetti

La mostra “Sicilia. Un’isola, tante Sicilie” raccoglie una selezione di fotografie in bianco e nero frutto di questo lungo viaggio visivo. Le immagini invitano chi guarda a riflettere sul tempo e sulla memoria. Raccontano una Sicilia fatta di contrasti: angoli dimenticati, rituali antichi, momenti quotidiani che sembrano venire da un altro tempo, ma che invece sono vivi e presenti.

Le foto di Rotoletti non ci mostrano una Sicilia idealizzata, ma una realtà complessa, stratificata, attraversata da tensioni sociali e culturali, dove il passato storico si intreccia con il presente. Tomaso Montanari, storico dell’arte e curatore dei testi in catalogo, parla di queste immagini come “ambasciatrici di un altro tempo nel nostro presente”. Un modo per sottolineare come le fotografie riescano a conservare memorie collettive e a sfidare rappresentazioni semplicistiche, riportando alla luce un patrimonio culturale fragile e prezioso.

Centuripe, cuore pulsante di una rinascita culturale

Scegliere Centuripe, borgo tra Enna e Catania lontano dai circuiti turistici più battuti, come sede della mostra è un segnale forte. I rituali e le strutture sociali che Rotoletti ha fissato rischiano di sparire, travolti dall’omologazione globale e dal calo demografico. Portare un progetto di questo tipo in un piccolo centro significa far partire un processo di valorizzazione locale e di rilancio culturale.

Il sindaco di Centuripe, Salvatore La Spina, sottolinea come questa iniziativa rafforzi il ruolo del paese come luogo vivo, dove memoria, arte e territorio si intrecciano. L’Antiquarium Comunale conferma la sua importanza come spazio di produzione culturale, ospitando un confronto critico sull’identità siciliana nelle sue molte sfaccettature. Questa mostra dimostra come la fotografia, vista come strumento di conoscenza e tutela, possa aiutare a mantenere viva la storia sociale e antropologica dell’isola, coinvolgendo comunità e visitatori in una riflessione profonda sulle radici e i cambiamenti del territorio.

Fino al 27 settembre 2026, l’Antiquarium di Centuripe offre così uno sguardo fotografico sulla Sicilia che chiede di essere guardata con calma, capace di cogliere la ricchezza nascosta dietro gesti e luoghi apparentemente semplici. Le immagini di Rotoletti non sono solo documenti, ma frammenti preziosi di un’isola in continuo cambiamento, un invito a non dimenticare la complessità di una cultura che vive nelle pieghe del quotidiano.

Redazione

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