Il 9 marzo 2026, l’Università IULM di Milano si è trasformata in un laboratorio di idee. Non una semplice presentazione, ma un vero confronto attorno a Rifare il mondo. Le età dell’avanguardia di Vincenzo Trione . Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, esposto in Ateneo, ha fatto da sfondo, un richiamo potente a quel genio visionario che ancora oggi ispira. In sala, l’autore e i suoi collaboratori hanno acceso un dibattito vivace, mettendo a fuoco il senso e il ruolo dell’avanguardia nel presente. Un appuntamento che ha superato i confini della tradizionale presentazione, per trasformarsi in un momento di riflessione collettiva.
Trione parte da un’idea chiara: l’avanguardia non è un capitolo chiuso della storia, ma una spinta ancora presente nella cultura contemporanea, anche se meno evidente. Nel libro si esplorano fenomeni diversi – dai manifesti collettivi alle nuove forme di attivismo, dalla sperimentazione tecnologica ai linguaggi del fashion e della musica rock – come modi nuovi di esprimere e rinnovare quell’esperienza storica. Non si parla di un ritorno in grande stile, ma di un metodo, di una tensione che si muove tra passato e presente, cercando di orientarsi in un mondo sempre più complesso.
Trione sceglie di ragionare su grandi “oggetti” culturali, come il manifesto futurista dell’Antitradizione di Apollinaire, analizzato nel dettaglio. Non si tratta solo di ripercorrere testimonianze storiche, ma di usarle come punto di partenza per nuovi sguardi, che coinvolgono un sistema culturale ampio e interconnesso. Il filo rosso è il concetto stesso di avanguardia, vista come un’esperienza tutt’altro che finita, capace di manifestarsi in forme diverse e attraversare il tempo con continuità.
Un tratto distintivo del libro è il modo in cui Trione costruisce liste e cartografie di concetti, figure e categorie, offrendo così una bussola per chi deve orientarsi nella complessità del presente. Anche la copertina del volume parla di questo: un collage che richiama i primi esperimenti dell’autore, una “scrivania ideale” dove passato e presente si sovrappongono e si intrecciano.
La guerra è uno dei temi centrali del libro. Non solo come fatto storico, dalle guerre mondiali ai conflitti attuali, ma come metafora potente, quasi inscritta nell’idea stessa di avanguardia. Trione riprende il manifesto di Apollinaire, che parla di una “guerra continua” contro il passato, contro la tradizione, contro tutto ciò che frena il cambiamento.
Questa lotta senza fine ha un destino segnato: l’avanguardia è destinata a consumarsi nel suo stesso slancio, a cadere per lasciare spazio a chi verrà dopo. Lo scrittore e critico Massimo Bontempelli aveva già sottolineato questa fine come passaggio necessario, un sacrificio che però dà all’avanguardia un ruolo decisivo nelle dinamiche dell’arte e della società. Non è solo distruzione, ma anche preparazione faticosa a un futuro possibile.
Il metodo di Trione, che unisce storia dell’arte e critica, si immerge in questo confronto con il passato per fornire strumenti utili a leggere l’arte contemporanea senza nostalgia, ma con uno sguardo propositivo.
Il libro si basa sull’antico modello delle età umane di Esiodo, che racconta una caduta progressiva dall’età dell’oro fino al ferro, simbolo di fatica e ingiustizie. Ma Trione rovescia questa idea: non si tratta di un declino inarrestabile, bensì di metamorfosi e sovrapposizioni che ridisegnano continuamente l’esperienza dell’avanguardia.
La “prima età” è quella dell’oro, legata alle radici utopiche e fondative dell’avanguardia, incarnate da Apollinaire e De Chirico. L’età dell’argento, con Andy Warhol, segna una fase di riflessione critica, tra memoria e disincanto. Il bronzo rappresenta una stagione più tormentata, con un’avanguardia sempre più assorbita dal mercato.
La chiave è la contemporaneità e la contaminazione tra queste “età”, che non sono cronologie rigide, ma simboli di destini. Nel libro emerge anche il tema del digitale, evocato attraverso musei virtuali e videogiochi, ancora marginale, quasi estraneo alla storia dell’avanguardia. Il digitale potrebbe essere un nuovo “metallo”, un’epoca che cambierà strumenti e pratiche artistiche, aprendo interrogativi sul futuro dell’arte e delle sue trasformazioni.
Alessia Scaparra Seneca mette in luce il ruolo centrale del Bloomsbury Group, una rete di intellettuali e artisti britannici che rompe gli schemi tradizionali dell’avanguardia. Senza manifesti né un’estetica unica, il gruppo si regge su una tensione collettiva fatta di valori politici e culturali condivisi.
Antinazionalismo, antimperialismo e attenzione all’individuo sono i pilastri di questa comunità guidata da Roger Fry, Virginia Woolf, Keynes e Vanessa Bell. Sfidavano il rigido morale vittoriano, proponendo un’apertura cosmopolita e un legame con l’Europa, nonostante le critiche che li accusavano di snobismo e distacco.
Il loro rifiuto della guerra, che pure domina l’avanguardia classica, diventa un motore importante: per loro, il conflitto rappresenta un modello di civiltà da superare. Le esperienze artistiche e politiche, come gli Omega Workshops, cercano di fondere vita e arte con un impegno etico e politico. Bloomsbury si presenta così come un’avanguardia atipica, ma capace di influenzare profondamente la cultura e anticipare sviluppi futuri.
Rifare il mondo si muove tra filologia, critica e riflessione personale, restituendo un dialogo serrato tra passato e presente. Grazie ai contributi degli allievi di Trione, il libro esplora temi grandi come memoria, trasformazione, crisi e rinascita dell’avanguardia. Non è un monumento al passato né un manifesto, ma una mappa per orientarsi tra i fermenti culturali di oggi.
L’arte contemporanea è vista come un terreno dove le eredità storiche si mescolano con nuove tecnologie e pratiche, senza confini netti. I segni del passato riaffiorano, rielaborati attraverso nuovi linguaggi che Trione e i suoi collaboratori analizzano con rigore, senza rinunciare a un giudizio critico necessario per capire il quadro complessivo.
In questo gioco di tensioni tra autonomia e condizionamenti, tra critica storica e analisi contemporanea, il libro apre domande che vanno oltre l’accademia, offrendo strumenti per leggere un presente vivo e complesso.
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