Quando l’inverno lascia il posto alla luce di marzo, Vienna si risveglia con otto mostre che promettono di scuotere il panorama artistico europeo. Canaletto e Bellotto, con i loro paesaggi veneziani, dialogano con le visioni futuristiche del collettivo Superflux, creando un percorso che spazia dal passato al futuro, dall’arte classica alla climate art. Non si tratta solo di ammirare quadri o installazioni: i musei e le gallerie diventano palcoscenici vivi, dove si riflette su temi cruciali come il cambiamento climatico e la satira politica. È un invito a guardare oltre la superficie, a comprendere come arte, natura e società si intreccino oggi più che mai.
Al Kunsthistorisches Museum si apre una delle rassegne più attese della stagione: 32 dipinti di Canaletto e Bernardo Bellotto, maestri indiscussi della veduta settecentesca. Tra i pezzi più preziosi, arriva dalla Wallace Collection di Londra il celebre “Il Bacino di San Marco da San Giorgio Maggiore”. La mostra mette in luce la precisione tecnica di Canaletto, capace di costruire con rigore prospettico e luci vibranti panorami di Venezia e Londra.
Bernardo Bellotto, suo nipote e allievo, si distingue per uno sguardo più attento ai dettagli politici e urbani, soprattutto nelle sue vedute di Dresda e Vienna. Qui non si tratta solo di architettura, ma di raccontare il potere che si riflette nelle città. Il confronto tra i due artisti mostra come la veduta fosse uno strumento per riflettere identità culturali e cambiamenti sociali nel Settecento europeo.
La mostra è arricchita da stampe e strumenti scientifici dell’epoca, e ci ricorda che la veduta era un’arte che metteva in relazione luoghi e culture lontane. Jonathan Fine, direttore del museo, spiega: “Canaletto e Bellotto raccontano una Europa fatta di scambi culturali ben prima dell’idea di una sfera pubblica europea.” È un viaggio tra spazi familiari, rivisti dagli occhi di chi ha saputo catturare l’anima di città che erano al centro del continente.
Vienna, Kunsthistorisches Museum – fino al 6 settembre 2026.
“Animalia” alla Heidi Horten Collection invita a ripensare il rapporto tra uomo e animale, sfidando la tradizionale separazione tra i due. Il titolo prende spunto da Linneo, che raggruppava uomini e animali in un’unica categoria, suggerendo un legame di continuità.
La curatrice Verena Kaspar-Eisert sottolinea come gli animali nell’arte siano stati compagni, simboli, minacce o soggetti di studio, riflettendo così molto dell’identità umana e delle sue paure. La mostra si articola in sei sezioni che attraversano pitture, sculture e video, dalla domesticazione all’antropomorfizzazione, fino alla denuncia dello sfruttamento animale.
Con circa novanta opere da collezioni internazionali, “Animalia” mette in dialogo pezzi del XX e XXI secolo, creando connessioni nuove e sorprendenti. L’idea è superare l’immagine degli animali come “altro”, portandoli al centro del nostro immaginario e della riflessione culturale. Un’occasione per capire meglio la complessità della convivenza tra specie.
Vienna, Heidi Horten Collection – fino al 30 agosto 2026.
Al Leopold Museum arriva la prima grande retrospettiva su Gustave Courbet a Vienna dagli inizi del Novecento. La mostra offre uno sguardo approfondito su uno dei padri del realismo, noto per la sua pittura schietta e senza idealizzazioni.
Grazie a prestiti dal Musée d’Orsay e collezioni private, la rassegna presenta opere dense e robuste, con toni terrosi, che raccontano la vita quotidiana e il lavoro. Courbet usa l’arte come strumento di critica sociale, sfidando le regole accademiche e il ruolo dell’artista.
Le opere mettono in luce la dimensione politica della sua pittura, anticipando molte tensioni della modernità. Paesaggi e scene di lavoro si intrecciano in un mosaico che racconta le fratture di un’epoca in trasformazione.
Vienna, Leopold Museum – fino al 29 giugno 2026.
All’Albertina arriva una retrospettiva dedicata a Honoré Daumier, la prima a Vienna dopo quasi un secolo. Oltre duecento opere – litografie, disegni, dipinti e sculture – raccontano il talento di Daumier come osservatore critico della società ottocentesca.
La mostra ospita importanti prestiti dalla collezione Hellwig del Städel Museum e include un film d’animazione contemporaneo di Linda e Paul McCartney che reinventa la satira in chiave moderna.
Le sue caricature di parlamentari, giudici e borghesi diventano archetipi delle dinamiche sociali e politiche, offrendo una critica ancora attuale. Daumier usa l’ironia come arma per dare voce alle tensioni del suo tempo.
Vienna, Albertina – fino al 25 maggio 2026.
Il KunstHausWien ospita la Klima Biennale 2026, dedicata a progetti che esplorano il rapporto tra arte, clima e società. Al centro c’è la mostra “Seeds. Reclaiming Roots, Sowing Futures”, che guarda ai semi non solo come elementi naturali, ma come portatori di memoria culturale e simboli di resistenza politica.
Gli artisti affrontano temi come migrazione, biodiversità e colonialismo, mostrando l’intreccio tra ecologia e storia. La direttrice Gerlinde Riedl definisce la biennale una piattaforma di collaborazione che trasforma Vienna in un laboratorio urbano per idee condivise.
Con sessanta progetti sparsi in tutta la città, la manifestazione punta a costruire nuove visioni, sottolineando il ruolo dell’arte come motore di consapevolezza in un’epoca di crisi climatica e risorse limitate.
Vienna, KunstHausWien – fino al 10 maggio 2026.
Al Weltmuseum Wien debutta una mostra firmata dal collettivo Superflux, tra i protagonisti del design speculativo. Il progetto riunisce installazioni che uniscono ricerca, narrazione e design, creando ambienti immersivi che mettono al centro il futuro e le conseguenze delle scelte umane.
Tra le opere in mostra, “Refuge for Resurgence”, “Nobody Told Me Rivers Dream” e la nuova “Relics of Abundance”, pensata per Vienna, raccontano l’“etnografia speculativa”. Questa pratica amplia il ruolo del museo etnologico, spostandolo dal racconto del passato alla progettazione di futuri possibili.
La direttrice Claudia Banz sottolinea come Superflux mixi memoria e innovazione, spostando l’attenzione dal semplice conservare a un impegno critico sulle trasformazioni sociali, ecologiche e tecnologiche. La mostra diventa così uno spazio di esperienza che stimola a riflettere senza dare risposte facili.
Vienna, Weltmuseum Wien – fino al 16 agosto 2026.
Il Dom Museum Wien presenta “Alles in Arbeit”, una mostra che indaga il lavoro intrecciandolo con questioni sociali, etiche e spirituali. Accanto a riferimenti storici e religiosi, la rassegna si concentra sulle condizioni attuali del lavoro, tema di grande attualità in tempi di cambiamento.
La direttrice Johanna Schwanberg mette in evidenza la complessità del tema, che tocca non solo aspetti politici ma anche culturali e personali. Le opere raccontano forme di lavoro spesso invisibili, come la cura, il lavoro domestico, la pratica artistica o persino il rifiuto di lavorare.
Il dialogo tra questi temi contemporanei e il patrimonio sacro del museo arricchisce la mostra, evidenziando i legami tra giustizia sociale, responsabilità e dignità umana. “Work in Progress” è quindi un’occasione per riflettere sul valore e il significato del lavoro oggi.
Vienna, Dom Museum – fino al 30 agosto 2026.
All’Albertina Klosterneuburg si celebra il 250° anniversario con “Donated with Love”, una mostra che racconta il peso delle donazioni nella crescita delle collezioni museali. Esposte opere recentemente acquisite, tra cui lavori di Roy Lichtenstein, Sean Scully, Julie Mehretu e Katharina Grosse.
Spicca la donazione della Roy Lichtenstein Foundation, con circa cento pezzi, e quella di Sean Scully, che ha arricchito la collezione con tele e lavori grafici di grande valore. Questi contributi rappresentano il gesto vivo e trasformativo del collezionismo contemporaneo.
La mostra mostra come le donazioni non solo colmino vuoti storici, ma indirizzino il futuro del museo, segnando la strada verso nuovi linguaggi e pratiche artistiche. Così l’Albertina afferma la sua identità dinamica, pronta a rinnovarsi e dialogare con il presente.
Klosterneuburg, Albertina Klosterneuburg – fino al 15 novembre 2026.
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