La cultura non è un optional, è un dovere, ha detto più volte Acea, e ora lo dimostra con i fatti. L’azienda romana, da sempre impegnata nel fornire servizi essenziali, ha deciso di trasformare il proprio rapporto con l’arte e il patrimonio in qualcosa di più concreto: nasce la Fondazione Acea. Non una semplice sponsorizzazione, ma un progetto che mette al centro la tutela della storia aziendale e, al tempo stesso, punta a coinvolgere giovani, sportivi e volontari d’impresa in iniziative che guardano alla solidarietà e all’innovazione sociale. È un salto deciso, che parte da Roma ma vuole andare oltre. Già oggi si vedono i primi segnali: dall’Archivio Storico al Museo Heritage, passando per attività che uniscono scuole e università, Acea si mette in gioco tra memoria e sostenibilità.
La Fondazione Acea nasce con l’obiettivo di creare valore culturale e sociale, muovendosi in diversi campi dove la cultura si intreccia con la partecipazione pubblica. Il suo punto di forza è la gestione dell’Archivio Storico e del Museo Heritage, due pilastri che raccontano l’identità culturale di Acea. Ma non si ferma qui: la Fondazione punta a sviluppare programmi educativi e di divulgazione, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. E poi spazio allo sport e al volontariato d’impresa, per promuovere senso di comunità e solidarietà.
Sabrina Fiorino, consigliere della Fondazione e già responsabile delle iniziative culturali di Acea, spiega che il lavoro mira a mettere insieme diversi ambiti, creando sinergie tra patrimonio e innovazione. L’idea è offrire una proposta culturale viva, capace di coinvolgere e sensibilizzare. Attraverso queste attività, salute, ambiente e cittadinanza si intrecciano in una narrazione dove arte e storia aziendale diventano strumenti per affrontare le sfide di oggi.
La Fondazione si presenta così come un organismo aperto e multidisciplinare, con un messaggio culturale forte e inclusivo. La conservazione della memoria industriale è solo uno dei tasselli.
Il Museo Heritage, inaugurato a luglio 2023, è il cuore pulsante della Fondazione. Un luogo dove la storia di Acea si fonde con arte e design, creando un ambiente unico. Nato nell’ex Salone del Pubblico, un tempo dedicato alle operazioni amministrative come il pagamento delle bollette, il museo unisce memoria industriale, linguaggi artistici contemporanei e valorizzazione del territorio.
Qui si raccontano 117 anni di attività attraverso 19 pannelli didattici che corrono lungo il perimetro superiore della sala, che un tempo ospitava gli sportelli. Presto questa storia diventerà un’installazione interattiva, per coinvolgere ancora di più i visitatori. Al centro della sala spiccano opere d’arte, mentre al piano superiore si trovano sezioni dedicate al design, frutto di un progetto museale curato e articolato.
Il museo nasce dalla riscoperta di un patrimonio artistico finora nascosto. L’Archivio Storico, che fino a poco tempo fa contava circa 3 km di documenti, è arrivato oggi a 12 km grazie a un intenso lavoro di ricerca e valorizzazione fatto insieme al Dipartimento Umanistico di Roma Tre. Questo ha permesso di riportare alla luce materiali preziosi, spesso ignorati in passato, e di costruire una collezione espositiva strutturata.
L’accesso al museo, parte del circuito Museimpresa e premiato con il Corporate Heritage Award da Confindustria nel 2023, è per ora su invito e si apre in occasioni pubbliche speciali, come le giornate FAI. L’intenzione è mantenere un carattere esclusivo ma accessibile, per mettere in dialogo cultura e società.
Un capitolo importante è la collezione artistica di Acea, frutto di un paziente lavoro di riscoperta e catalogazione. Per anni sottovalutata, si è rivelata sorprendentemente ricca. In dieci mesi la Fondazione ha valorizzato beni artistici per un valore stimato intorno ai due milioni di euro, procedendo alla loro tutela secondo le indicazioni ministeriali.
Tra gli artisti più significativi c’è Gino Marotta. Alla fine degli anni ’50 l’artista iniziò un rapporto stretto con Acea, realizzando opere site specific distribuite in tutta la sede aziendale, progettata allora con uno spirito all’avanguardia. Sculture in bronzo, alluminio e terracotta coprono soffitti e pareti, con tecniche sperimentali che utilizzano sabbia e colla.
Il legame si interruppe bruscamente dopo il rifiuto di alcuni suoi progetti, come una fontana esterna e un riallestimento interno. Quest’ultimo venne bloccato nonostante Marotta avesse già realizzato un’opera lunga 70 metri lineari in bronzo, oggi valorizzata dalla Fondazione. L’archivio conserva anche il progetto della fontana, ora acquisito dal MAXXI.
Le opere di Marotta rappresentano un dialogo continuo tra arte e architettura industriale, un esempio di come la creatività possa integrarsi in modo innovativo con il mondo aziendale.
Un altro artista valorizzato dalla Fondazione è Pietro De Laurentiis, scultore meno noto ma di grande originalità. È autore dei monumenti in bronzo dorato “Città Illuminate”, installati negli anni Sessanta, che anticipavano un pensiero ambientalista critico verso la cementificazione selvaggia e a favore di uno sviluppo urbano più consapevole.
De Laurentiis credeva che Acea avesse una responsabilità non solo nella gestione di acqua ed energia, ma anche nella promozione di uno sviluppo sostenibile delle città. Le sue opere riflettono questo impegno, con un linguaggio che unisce estetica e riflessioni ambientali ancora attuali.
La Fondazione ha presentato per la prima volta una serie di progetti inediti concessi dagli eredi dell’artista, offrendo così una testimonianza viva di un percorso artistico lungimirante e coerente.
La Fondazione ha già messo in cantiere diversi interventi, sia all’interno dei locali aziendali sia per la città. Tra i più interessanti c’è “I nasoni del futuro”, un progetto che coinvolge i giovani dell’Accademia Italiana di Design per creare fontanelle pubbliche d’arte da donare a Roma. Il primo lavoro sarà a Piazza Navona, un’opera complessa che unisce progetto artistico e tecnico.
Parallelamente si sta lavorando alla riqualificazione di un edificio che diventerà la nuova sede della Fondazione e ospiterà una parte del Museo Heritage. Qui si terranno attività didattiche sulla sostenibilità dell’acqua, workshop e mostre temporanee. Sono in programma anche residenze d’artista per studenti provenienti da accademie internazionali, in collaborazione con le istituzioni romane.
Gli spazi saranno gratuiti e aperti a tutti, con un’attenzione particolare all’inclusione e alla didattica. Nel progetto è prevista anche una caffetteria, per creare un ambiente accogliente e capace di attrarre pubblici diversi.
Con queste iniziative la Fondazione Acea punta a usare l’arte e la memoria storica come leve per affrontare temi cruciali: sostenibilità, educazione ambientale e partecipazione civica. La tutela dell’acqua e l’innovazione sociale diventano il punto d’incontro tra cultura e impresa, un’occasione per crescere insieme.
Un esempio concreto è il Premio Acea Contemporanea, dedicato al tema “Flussi finiti. L’acqua come risorsa non infinita”. Venti giovani artisti vedranno i loro progetti realizzati e inseriti nella collezione pubblica, con la possibilità di visitare siti industriali di grande valore tecnico e storico, normalmente chiusi.
La Fondazione si propone così come un laboratorio di idee e un luogo di confronto, dove l’arte diventa strumento concreto per trasformare la sostenibilità da concetto astratto a esperienza reale.
Acea fa un passo avanti decisivo, mettendo la cultura al centro del suo progetto e aprendo alla città un patrimonio che per troppo tempo è rimasto nascosto. Un impegno che unisce passato e futuro, arte e scienza, storia e innovazione.
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