Dallas Bryan è una ballerina con la testa dura, Drayton Lahey un quarterback dal fascino sfrontato. Si incontrano, scatta l’attrazione, e tutto sembra già scritto. The Bad Boy and Me, uscito nel 2024 su Prime Video, è un film young adult che pesca a piene mani dai cliché del genere. La storia, tratta da un romanzo di Wattpad, non si discosta da percorsi già tracciati: amori prevedibili, personaggi senza sorprese, e situazioni che abbiamo visto mille volte. Siena Agudong e Noah Beck si danno da fare, certo, ma la trama resta piatta, senza quell’originalità che avrebbe potuto far breccia anche tra chi cerca qualcosa di diverso.
Dallas Bryan ha un solo obiettivo: ottenere una borsa di studio per studiare danza alla CalArts, la scuola che sua madre aveva sempre sognato prima di sparire. Cresciuta senza genitori, vive con il fratello Nathan, protettivo ma aperto. La sua vita ruota tutta intorno alla danza, senza spazio per distrazioni. Poi arriva Drayton Lahey, quarterback di successo, figlio di una famiglia influente e con qualche problema alle spalle. Dallas cerca di resistere all’attrazione che prova, ma i sentimenti prendono presto il sopravvento, dando vita a una storia fatta di alti e bassi tipici del racconto young adult.
Il conflitto tra sport e arte anima il loro rapporto. Dallas vive per la danza, Drayton per il football, ma i loro sogni si scontrano con le complicazioni delle relazioni personali e familiari. La passione per le rispettive discipline passa in secondo piano rispetto alla storia d’amore, che diventa il vero centro della narrazione. Il film si svolge in una scuola americana quasi iperrealista, dove competizione, popolarità e problemi adolescenziali si intrecciano con drammi familiari.
Diretto da Justin Wu e basato su un romanzo molto apprezzato su Wattpad, The Bad Boy and Me mette in scena due protagonisti legati da passioni forti: Dallas per la danza, Drayton per il football americano. Però, queste passioni restano sullo sfondo, mentre il racconto si concentra sull’amore adolescenziale, senza spingere sulla crescita personale o sportiva.
Siena Agudong è una Dallas decisa e concentrata, mentre Noah Beck, noto soprattutto come influencer, interpreta Drayton portando freschezza e carisma. La scelta di Beck sembra una mossa studiata per attirare spettatori più giovani, sfruttando la sua popolarità sui social. Il casting funziona, ma non basta a far dimenticare la prevedibilità della sceneggiatura.
La combinazione di sport e danza avrebbe potuto dare qualcosa di originale: il ballo come arte e il football come disciplina fisica sono temi che si prestano a storie coinvolgenti. Invece, qui restano solo accenni superficiali, senza approfondimenti. La storia tra i due protagonisti segue schemi classici: attrazione immediata, sfide sociali e familiari, crisi e riconciliazioni.
Il vero limite di The Bad Boy and Me sta nella sua mancanza di originalità. La trama si sviluppa seguendo cliché consolidati, senza sorprese o colpi di scena. Ogni scena si intuisce in anticipo, dai comportamenti dei personaggi agli sviluppi della relazione. Questo rende la storia piatta e rischia di annoiare chi conosce già il genere.
Probabilmente la scelta di trasformare un racconto così convenzionale di Wattpad in film è legata a una strategia commerciale, puntando soprattutto sugli adolescenti. Però mancano quegli accorgimenti che potrebbero interessare un pubblico più maturo o abituato a prodotti più complessi. L’idea di approfondire personaggi segnati da lutti e tensioni familiari c’è, ma rimane solo accennata, senza mai andare davvero in profondità.
Le dinamiche tipiche dei giovani innamorati si affiancano a stereotipi familiari: Dallas, orfana, è sotto la protezione del fratello, mentre Drayton convive con un padre ingombrante. Questi spunti avrebbero potuto dare spessore, ma vengono solo accennati, lasciando una narrazione che manca di equilibrio emotivo e psicologico.
Le vite di Dallas e Drayton sono segnate da traumi familiari che influenzano il loro modo di agire. Dallas ha perso entrambi i genitori e trova nel fratello Nathan un punto fermo, ma il film non approfondisce abbastanza questo legame. Il potenziale per raccontare le difficoltà di crescere senza genitori resta solo sfiorato.
Dall’altra parte, James Van Der Beek interpreta il padre di Drayton, un genitore severo e iperprotettivo. Vuole il meglio per il figlio, ma con metodi che a volte risultano opprimenti, creando tensioni. È un tema comune nelle storie di formazione, ma qui viene trattato con leggerezza, senza particolare approfondimento.
L’idea di inserire dietro la storia d’amore uno sfondo di famiglie disfunzionali e lutti avrebbe potuto dare più sostanza al racconto. Peccato che la sceneggiatura non dia a questi temi lo spazio che meritano, lasciandoli quasi sullo sfondo. Ne esce una rappresentazione superficiale, che non aggiunge nulla di nuovo a una storia già vista.
Questi temi classici, ripetuti all’infinito nelle storie di adolescenti e famiglie, sono uno dei limiti del film, che resta prigioniero di schemi prevedibili.
The Bad Boy and Me si inserisce nella lunga serie di film young adult che raccontano l’incontro tra la ragazza determinata e il ragazzo ribelle dal cuore tenero. Dallas e Drayton sono archetipi già visti, senza elementi che li rendano davvero originali. Il film si limita a una narrazione semplice e lineare, senza quei guizzi che lo avrebbero reso memorabile.
Le prove di Agudong e Beck danno credibilità ai personaggi, ma la sceneggiatura non offre loro lo spazio per mostrare complessità o profondità. Le famiglie, con le loro ferite e lutti, sono tratteggiate in modo sommario, senza il peso che potrebbero avere in una storia più matura.
Il film punta soprattutto a un pubblico giovane, sfruttando anche la presenza di Noah Beck, influencer digitale, per allargare il bacino di spettatori. Però il risultato resta un prodotto che si dimentica in fretta, senza aggiungere nulla di nuovo al panorama delle storie romantiche adolescenziali, ormai fin troppo frequentato.
Si guarda senza fatica, ma non lascia il segno. È un capitolo in più di un filone narrativo ampiamente battuto, con dinamiche e cliché che tornano a ripetersi senza sosta.
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