Christie’s accende i riflettori sull’arte italiana a Parigi, ad aprile 2026. Tra i protagonisti spiccano Schifano e Scarpitta, nomi che da soli raccontano un pezzo di storia del Novecento. Ma c’è di più: una sezione speciale, Thinking Italian, promette di catturare l’attenzione durante la vendita serale del 15 aprile, portando in scena un racconto curato e contemporaneo. L’Italia non si limita a quel giorno: le aste del 16 e del 17 aprile, dedicate rispettivamente all’arte contemporanea e agli impressionisti, riservano spazio a talenti italiani. Prima dell’evento parigino, alcune opere di rilievo sono state esposte a Milano, Roma e Torino, invitando collezionisti a scoprirle da vicino. Un vero e proprio viaggio nel cuore dell’arte italiana, pronto a conquistare la scena internazionale.
Tra i protagonisti della vendita spicca Mario Schifano , un artista che ha lasciato un segno profondo nel panorama italiano degli anni ’60 e ’70. Christie’s propone due lavori importanti. Il primo è Untitled, del 1963, proveniente dalla collezione privata del critico d’arte Maurizio Calvesi. Quest’opera, assente dal mercato da quasi vent’anni, torna in vendita con una stima tra 120.000 e 180.000 euro. Recentemente è stata esposta a New York, nella mostra Mario Schifano: The Rise of the ‘60s, al Magazzino Italian Art, una delle retrospettive più rilevanti dedicate all’artista. La sua presenza rafforza il valore di questa asta parigina.
Il secondo lotto di Schifano è un quadro del 1964, View Beyond the Hudson River , Gigli d’acqua, che richiama il periodo americano dell’artista e racconta un capitolo intenso della sua vita. Valutato tra 200.000 e 300.000 euro, l’opera si lega al rapporto con Anita Pallenberg, musa e figura chiave degli anni ’60. Lei, italo-tedesca, conobbe Schifano a Roma, tra Via Margutta e il Caffè Rosati di Piazza del Popolo, poi lo seguì negli Stati Uniti. Una relazione fatta di passioni e tensioni, che lascia traccia anche in questo dipinto, ispirato ai Gigli d’acqua di Monet esposti al MoMA di New York. L’opera porta con sé un valore doppio: storico ed emotivo, oltre che artistico.
Non solo Schifano: un altro nome di peso è Salvatore Scarpitta. La sua opera South Turn del 1962 si distingue per dimensioni e impatto. Proveniente dalla collezione torinese di Franca Buffa, è stimata tra 400.000 e 600.000 euro. Il lavoro si caratterizza per una superficie scultorea realizzata con bende intrecciate in toni di verde scuro e rosso, una struttura complessa e monumentale che richiama la tridimensionalità tipica dell’artista. Renato Pennisi, esperto senior di Christie’s e responsabile della sezione Thinking Italian, evidenzia l’importanza di questo pezzo, impreziosito anche dalla storia dei passaggi tra le gallerie Leo Castelli di New York e Notizie di Torino.
Accanto a Scarpitta, spiccano altre opere che arricchiscono la proposta italiana a Parigi. Piero Dorazio, con il suo Mira I del 1959, rappresenta un esempio chiaro del suo reticolo cromatico e formale, valutato tra 140.000 e 180.000 euro. Ettore Spalletti si fa notare con un trittico intitolato Mobile , stimato tra 100.000 e 150.000 euro, mai apparso sul mercato dopo l’acquisto diretto dall’artista. Infine, Giorgio de Chirico è presente con Piazza d’Italia del 1965, un’opera stimata tra 150.000 e 200.000 euro. La scelta di Christie’s di inserire questi artisti nella collezione Thinking Italian sottolinea l’importanza e la vitalità del mercato italiano all’estero, destinato a crescere anche nelle prossime edizioni.
L’appuntamento parigino di Christie’s si presenta dunque come un momento chiave per mettere in luce l’arte italiana del Novecento e oltre, con opere che raccontano storie complesse e intrecci tra vita e arte. Un patrimonio culturale di grande valore, pronto a incontrare nuovi collezionisti e appassionati da tutto il mondo.
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