Cinquantadue studenti delle prime classi dell’istituto Aslam di Quarto Oggiaro stanno ridisegnando il volto del Parco della Balossa, proprio al confine tra Novate Milanese e Cormano. Non è un semplice intervento di restyling: è un progetto che mescola natura, arte e scienza, con l’obiettivo di far riscoprire un angolo verde spesso dimenticato. Il parco, finora poco valorizzato, si prepara a diventare un luogo vivo, capace di unire biodiversità e cultura, grazie all’energia di questi giovani che vogliono trasformarlo in uno spazio da abitare e proteggere.
Il lavoro dei ragazzi si divide tra osservazione e azione concreta. Guidati dagli educatori ambientali di Koinè Cooperativa Sociale, imparano a conoscere da vicino piante, insetti e i suoni della natura intorno a loro. Non è solo una passeggiata: raccolgono dati, fanno misurazioni, ascoltano i rumori del bosco con rigore e attenzione. È un’esperienza di citizen science che li trasforma da semplici spettatori a veri protagonisti della tutela del territorio. Il parco diventa così una palestra dove mettere alla prova la curiosità e acquisire competenze scientifiche, abbattendo il confine tra scuola e realtà. Ogni passeggiata, ogni rilevamento, ogni suono registrato è un pezzo di apprendimento vissuto e concreto.
Mentre da un lato si studia la natura, dall’altro l’arte prende forma. Gli artisti di Casa Testori Associazione Culturale accompagnano i ragazzi nel trasformare le loro esperienze in immagini e suoni. Fotografie che colgono dettagli insoliti, performance sonore che raccontano l’armonia nascosta del bosco: così il parco prende vita attraverso nuove forme di espressione. Questo percorso permette agli studenti di mettere insieme sensibilità artistica e consapevolezza ambientale, dando vita a un lavoro collettivo che vuole coinvolgere il pubblico. Il risultato sarà una narrazione originale, capace di mostrare un punto di vista nuovo sul rapporto tra natura e città, scienza e creatività, uomo e ambiente.
La scelta del Parco della Balossa non è casuale. Questo spazio, che collega Milano alle campagne intorno, è un luogo chiave per costruire legami ecologici e sociali. Negli ultimi anni il parco ha anche mostrato il suo volto culturale: l’ex Hangar Balossa è diventato un centro polifunzionale grazie al progetto “Bei Luoghi” e al Festival della Biodiversità. E con il concorso “Arte in Balossa” sono nate opere di land art permanenti, come “Fake History” di Francesco Fossati e “Belvedere” di Matteo Attruia, trasformando il parco in un museo a cielo aperto. Con il progetto “Ambient-arti”, che durerà fino al 2027, la Balossa punta a rafforzare questa doppia anima, ambientale e culturale, mirando a un impatto duraturo. Tra inclusione, formazione e trasformazione sociale, il parco si conferma un luogo di incontro e crescita, non solo per chi abita qui, ma per tutta l’area metropolitana.
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