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Le migliori mostre di Trieste in primavera 2026: arte, storia e fotografia da non perdere

Trieste, marzo 2026. Le vie del centro storico si animano di volti e storie catturate in fotografie d’epoca, mentre al Porto Vecchio l’arte contemporanea si fa spazio tra i vecchi magazzini. È un intreccio tra passato e presente, quello che si respira quest’anno, con mostre che parlano di Belle Époque e di questioni globali come identità e memoria. Chi si fermerà a osservare scorrerà tra immagini, video e abiti che svelano molto più di quello che sembra, invitando a scoprire una città che non smette di raccontarsi.

Piazza Unità d’Italia: oltre 40 anni di storia in scatti fotografici

Nel cuore di Trieste, Palazzo Gopcevich ospita una mostra che fa rivivere la città attraverso l’obiettivo di decine di fotografi. “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie” prende vita nella sala Selva, raccontando la trasformazione di Piazza Unità d’Italia dal XIX secolo a oggi. Oltre quaranta artisti hanno catturato momenti di vita, eventi importanti e dettagli quotidiani di una piazza sempre al centro della scena cittadina.

Le fotografie mostrano di tutto: dai grandi eventi solenni alle scene di vita di ogni giorno – tram, negozi, velieri, ma anche sport e momenti popolari. Emergono immagini che parlano da sole, come le attese davanti al porto nel 1918, gli scontri del 1953, la gioia per il ritorno all’Italia nel 1954. Non manca la bora che sferza la piazza, né scene tratte dal film “Senilità” con Claudia Cardinale, girato proprio lì. Queste foto non sono solo belle da vedere: sono un pezzo vivo dell’identità triestina, il racconto di una città e di chi la vive, tra storia e storie personali.

Donne di Trieste nella Belle Époque: volti rubati al tempo

Dal centro storico al Porto Vecchio, la mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque” porta in scena immagini che sembrano fermare il tempo. Nella Sala Sbisà del Magazzino 26 sono raccolte 170 fotografie che raccontano una società in movimento, viste attraverso l’occhio di un fotografo anonimo. Qui donne comuni e straordinarie posano senza pose rigide, mostrando abiti, cappelli, gioielli e sguardi pieni di vita.

Lo scenario è quello di caffè affollati, l’eleganza dell’ippodromo, madri al lavoro, passeggeri sui vaporetti. Le immagini anticipano il linguaggio del reportage, anni prima che la Leica lo rendesse famoso. Alcune sono state anche colorate con tecniche moderne, ridando vita ai colori di un tempo. La mostra non è solo da vedere, ma da vivere: è accompagnata da incontri, visite guidate, spettacoli teatrali e musicali, organizzati dalla Casa del Cinema di Trieste con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune.

JAPAN: arte giapponese tra memoria e innovazione

Al Magazzino delle Idee prende forma una mostra che guarda lontano, fino al Giappone contemporaneo. “JAPAN. Corpi, memorie, visioni” presenta oltre ottanta opere tra fotografia e video firmate da sedici artisti nipponici. Curata da Filippo Maggia e Guido Comis e prodotta da ERPAC, l’esposizione si articola in tre temi: memoria e identità, corpo e corpi, realtà e visione.

Il confronto tra maestri come Hiroshi Sugimoto e giovani talenti mette in luce riflessioni sulla storia recente del Giappone e questioni universali, come l’immagine, il genere e il corpo nello spazio politico. Dai documentari di Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda alle atmosfere delicate di Rinko Kawauchi, fino a sperimentazioni che fondono sogno e realtà, la mostra disegna un quadro dell’arte visiva giapponese aperto al dialogo con sensibilità occidentali. In contemporanea è uscito un catalogo edito da Silvana Editoriale, con il contributo della Japan Foundation, che approfondisce questi temi.

Massimiliano d’Asburgo e la passione per l’Egitto antico

Le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una mostra che ci porta indietro al XIX secolo, quando l’Egitto era meta di interesse culturale e commerciale. “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” racconta la storia delle collezioni di reperti antichi legate a una passione e a missioni diplomatiche.

In mostra ci sono più di cento oggetti, grazie anche ai prestiti del Kunsthistorisches Museum di Vienna, che ha restituito pezzi un tempo conservati a Trieste. La mostra esplora il contesto ottocentesco della città, crocevia di commerci e passione per l’archeologia, seguendo gli acquisti e i viaggi di Massimiliano. Si racconta anche la storia mai realizzata del museo di Miramare, mostrando come il collezionismo sia passato da pratica privata a bene culturale pubblico, un percorso che riflette la nostra attuale attenzione alla tutela del patrimonio storico.

Moda e identità: lo stylist dietro le star a Trieste

All’ITS ARCademy prende vita “EXPOSURE. Quando il mondo ti guarda, da Harry Styles a Lady Gaga”, una mostra dedicata al ruolo dello stylist nel creare l’immagine pubblica delle celebrità. Curata dallo stylist belga Tom Eerebout, noto per collaborazioni con nomi come Lady Gaga e Kylie Minogue, la mostra presenta abiti iconici che raccontano emozioni, identità e strategie di comunicazione.

L’allestimento mette in luce il lavoro creativo dietro ogni apparizione pubblica, trasformando i vestiti in un vero e proprio linguaggio visivo. Sono esposte creazioni di star internazionali e di giovani designer locali legati all’ITS Contest di Trieste. A completare il tutto, una grande installazione fotografica che trasforma Via Cassa di Risparmio in una galleria a cielo aperto dedicata all’estetica della fama, visibile fino a gennaio 2027. Il progetto è accompagnato da un catalogo che intreccia moda, filosofia e curatela, ampliando il discorso sull’immagine e il potere comunicativo del look oggi.

Redazione

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