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Aumenta la povertà in Italia, il nuovo dato da record: questa cifra è spaventosa

I dati che arrivano sulla propensione al risparmio degli italiani, ci raccontano di un Paese sempre più povero.

Più volte abbiamo parlato della difficile situazione economica che vive il nostro Paese, in cui gli stipendi sono stagnanti, non venendo adeguati alla situazione nazionale, con un’inflazione galoppante che ha eroso e sta erodendo il potere d’acquisto degli italiani, in molti casi incapaci di coprire le spese mensili. Oggi, però, lo faremo in maniera molto più approfondita. Dati alla mano. E i dati sono inquietanti.

Preoccupanti i dati economici dell’Italia – (ilmaggiodeilibri.it)

Negli anni ’60, durante il boom economico, l’Italia vantava una popolazione tra le più inclini al risparmio a livello globale. Tuttavia, con l’andamento altalenante dell’economia e l’inflazione post-pandemia, il quadro è cambiato radicalmente. In questi mesi, il Governo ha messo in campo diversi provvedimenti economici.

La povertà in Italia: dati drammatici

Di welfare, per lo più. Bonus, incentivi, agevolazioni, sgravi. In tanti, però, chiedono riforme strutturali, tanto in tema di pensioni, quanto in tema di Fisco. Per risollevare il nostro Paese, ben lontano dalla prosperità vissuta nel periodo del Boom Economico. 

Gli italiani risparmiano sempre meno – (ilmaggiodeilibri.it)

Oggi, la propensione al risparmio è notevolmente diminuita e i depositi bancari hanno subito un calo. In media, ogni cittadino ha nei propri conti circa 14.981 euro. Nonostante ciò, la ricchezza complessiva degli italiani supera i 10.000 miliardi di euro, un dato che spicca se confrontato con il PIL del 2023, pari a 2.085 miliardi di euro.

Questa ricchezza comprende principalmente proprietà immobiliari, ma anche investimenti in azioni, obbligazioni, fondi comuni e pensionistici. Tuttavia, una quota rilevante di tale patrimonio è rappresentata dalla liquidità detenuta nei conti bancari.

Dall’analisi della Banca d’Italia emerge che nel 2020 il 77,1% dei conti presentava saldi inferiori a 12.500 euro. Il 15,3% aveva importi tra i 12.500 e i 50.000 euro, mentre solo il 6,9% dei conti custodiva tra i 50.000 e i 250.000 euro. Una minoranza pari allo 0,4% aveva saldi tra 250.000 e 500.000 euro, e un esiguo 0,02% (circa 115.000 conti) superava i 500.000 euro.

La maggior parte della ricchezza si concentra nei conti con saldi tra i 50.000 e i 250.000 euro, che pur rappresentando solo il 6,9% del totale dei conti, detengono il 43,5% del denaro depositato. I dati medi indicano che i conti con meno di 12.500 euro contengono mediamente 2.221 euro, quelli tra 12.500 e 50.000 euro circa 25.557 euro, e quelli tra 50.000 e 250.000 euro una media di 94.660 euro. Salendo ulteriormente, i conti tra 250.000 e 500.000 euro hanno una media di 325.928 euro, mentre i conti superiori a 500.000 euro detengono mediamente 906.992 euro.

Claudio Rossi

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