Quale Filosofia per i prossimi umani?


In quest’epoca che corre veloce, e che vede contemporaneamente all’opera cambiamenti continui e trend sotto traccia a volte difficili da individuare, si ha spesso l’impressione che manchi una visione d’insieme, una prospettiva definita, un’autocoscienza capace di lungimiranza, di immaginare cioè concretamente come sarà la nostra vita nel futuro, quali saranno gli effetti delle nostre azioni di oggi. Per provare a delineare consigli e buone pratiche, domani, martedì 21 luglio, alle 18.30 presso il Totem Garden Bar a Largo Alessandrina Ravizza n. 1,nel cuore di Monteverde, la libreria “I Trapezisti” invita a scoprire i libro Filosofia per i prossimi umani di Francesco De Filippo e Maria Frega, presentato dagli autori insieme a Stefano Leszczynski, giornalista di Radio Vaticana. Qui l’evento su Facebook.

Se vi chiedessero all’improvviso: pensate a un’immagine che possa rappresentare la nostra realtà occidentale contemporanea, cosa vi verrebbe in mente? Forse una risposta azzeccata potrebbe essere quella di una comunità nevrotica, instancabile, ebbra di miliardi di connessioni, relazioni, produzioni, che corre disperatamente, ma priva di meta e senza avere uno specifico obiettivo. Ciò che manca in questa immagine è un orientamento, una consapevolezza, un senso; in una parola, filosofia. È il paradosso che serpeggia nelle nostre società: scarseggia non la materia di Socrate e Kant, considerata oggi disciplina antica, lenta, apparentemente incompatibile con i social, la genetica, le neuroscienze, i viaggi spaziali; ma ciò che da essa scaturisce: la capacità di critica, di riflessione e comprensione delle dinamiche sociali e della relazione tra l’essere umano e il contesto in cui trascorre la propria esistenza. Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione tecnologica e la necessità di “avvolgere” tutti i cambiamenti in un reticolo di nuovo umanesimo, si fa ancora più urgente. Potremmo dire che abbiamo individuato il paradosso dopo aver terminato il precedente volume Prossimi umani, una fotografia del mondo come sarà dal punto di vista scientifico-tecnologico. Un’incoerenza che questo nuovo libro tenta di risolvere con un approccio umanistico, nella convinzione che non solo scienziati ma filosofi, sociologi, giornalisti e letterati siano chiamati a rispondere a domande sul ruolo degli esseri umani in un mondo di macchine e robot, all’organizzazione da dare a comunità composte da uomini frutto di modifiche genetiche o neuronali, alle cautele da adottare per difendersi da un pianeta controllato da quattro o cinque techno corporations.

 

Maria Frega (Lungro, 1976), scrittrice e sociologa, vive a Roma. Scrive di temi culturali e scientifici su diverse testate e collabora alla redazione di libri di didattica per ragazzi. Con Francesco De Filippo ha pubblicato “Prossimi umani” e le due inchieste narrative “Scampia e Cariddi” e “Nord Meridiano”.

Francesco De Filippo (Napoli, 1960), giornalista, scrittore e saggista, vive a Trieste. È stato corrispondente all’estero per «Il Sole 24 ore» e lavora all’Agenzia ANSA dal 1986. Nel 2001 ha vinto il Premio Paris Noir con il romanzo L’offense. È autore di diciotto libri tra saggi e narrativa. Ultimamente ha pubblicato: “Prossimi umani” (con Maria Frega per Giunti Editore), “La nuova via della seta” e il romanzo “Le visioni di Johanna”.

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