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Appuntamenti per le scuole

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Parma | 06/05/2012 | ultima tappa? no, l'inizio di un nuovo viaggio | Link evento

Alla terza tappa, al liceo classico Romagnosi di Parma, ho avuto un flash: ho immaginato la mia classe, ai tempi del liceo scientifico Copernico di Bologna, schierata di fronte a uno scrittore non famosissimo a metà degli anni ottanta. Probabilmente, anzi, senza dubbio, lo scrittore sarebbe stato coperto di palline di carta, lazzi e sputi.Invece questi ragazzi sono educatissimi e attentissimi. L’unico problema è stata la rivolta dei microfoni: il primo ha funzionato per cinque secondi e poi ha cominciato a produrre un rumore tipo suonatore di bonghi. Il secondo ha funzionato per un’ora, poi ha trovato anch’esso una strana via ritmica molto molto fastidiosa. Così ho concluso parlando a voce spiegata, sgolandomi allegramente.

Ho percorso il mio solito canovaccio che ha attraversato La lunga marcia, Despero, Blackout, Colui che gli dei vogliono distruggere, e sono arrivato planando alle domande finali, cose tipo: ma se sta un po’ di tempo senza scrivere poi fa fatica a ricominciare?, oppure Ma quand’è che riesce a decidere che un romanzo è finito e non importa continuare a lavorarci?

Tutte domande intelligentissime.

Allora ho avuto un flash: ho rivisto lo scrittore seminoto a metà anni ottanta, davanti alla mia classe, dire “ci sono domande”, e ho visto il mio compagno di classe Droghetti detto Drugo che alzava la mano tutto serio e chiedeva “senta, ma si tiran su delle ragazze a fare gli scrittori? Perché allora mi interessa.”

Sì, decisamente sono meglio i ragazzi di adesso.
Alla prossima, amici, è stato un bel viaggio.    
    

Genova | 03/05/2012 | a Genova dove la scuola รจ di fianco al sommergibile | Link evento

Il problema principale, all’incontro di ieri mattina all’Istituto Tecnico Nautico di Genova, è stato trovare l’entrata. L’ingresso all’istituto, accanto al celebre sommergibile sul lungomare di Genova, era accuratamente mascherato da inaccessibile ingresso di hangar del porto.
Superati questi piccoli ostacoli, ho avuto una brillantissima spalla femminile nella persona di Barbara Fiorio, scrittrice genovese, autrice di “C’era una svolta” e “Chanel non fa scarpette di cristallo”. Affrontare quattro classi del Nautico tra la Fiorio e il professor Claudio Bagnasco è stata una passeggiata.

Oggi ho affrontato di nuovo il percorso che ho seguito per diventare uno scrittore.  Barbara Fiorio che ci ha dato la visione della cosa dal punto di vista femminile. Poi abbiamo anche provato a dare un percorso di lettura, su invito del professor Bagnasco.

A quel punto, naturalmente, è stata la volta delle domande. Si è cominciato con il classico Quanto guadagna uno scrittore?, per proseguire con Se non scrive per un giorno poi fa fatica a ricominciare?, a Quanto ci mette a scrivere un libro?, fino a Come si fa a pubblicare il primo romanzo?, domanda che ci ha aiutati a spiegare un po’ le questioni della cosiddetta editoria a pagamento e del self-publishing.

Il professore ha rischiato di alienarmi alcuni strati di simpatia ricordando il mio tifo per il Bologna – che a tre giorni di distanza da Bologna-Genoa 3 a 2 era meglio non ricordare, a Genova… vabbè, si scherza-, e poi abbiamo continuato con le domande. Quando siamo arrivati a Ma come fate a conoscervi lei e la Fiorio se uno è di Bologna e l’altra di Genova?, abbiamo avuto il leggero sospetto che gli studenti stessero ritardando il momento di rientrare in aula e che fosse ora, per noi, di andare a rifocillarci ai Tre Merli.
Ora: Parma.
Tanto, Parma-Bologna si giocherà tra dieci giorni. Non corro troppi rischi.

 

Milano | 26/04/2012 | ho visto la luce | Link evento

All’inizio di un viaggio ci si pongono delle domande.
Per esempio: la cultura pop di un quarantunenne è la stessa, almeno in parte, dei quindici-sedicenni?
Tu che hai conosciuto un mondo senza internet e senza cellulari, riuscirai a far capire che non sei un brontosauro a centoventi studenti che al massimo ricordano -ma molto vagamente- l’universo prima di facebook?
Per intenderci: se cito in una scuola i Blues Brothers, o Ritorno al futuro, o Bruce Springsteen, o Vasco Rossi, riuscirò a far capire cosa sto dicendo?

Proprio dai Blues Brothers –sapevano di cosa stavo parlando!- ho iniziato il mio percorso, parlando del giorno in cui ho visto la luce come John Belushi. Ovvero, il giorno in cui ho letto La lunga marcia di Stephen King inchiodato alle pagine sulla spiaggia di Igea Marina, pensando che se un libro riesce a essere così potente da distrarre un tredicenne dal pallone e dalle ragazze, be’, allora dev’essere proprio bello diventare scrittori. Poi ho spiegato per sommi capi il mio percorso dalla folgorazione alla prima pubblicazione, passando per tanti orribili, acerbi raccontini, e ho spiegato la genesi di Despero, il mio primo romanzo.

Dopo, parlando dei viaggi tra gli universi paralleli del mio romanzo Colui che gli dei vogliono distruggere, ho scoperto con gioia che quasi tutti conoscono anche Ritorno al futuro (incredibile!). A quel punto era passata già un’ora, e dunque ho spostato il discorso sul libro di viaggio per eccellenza, Sulla strada di Kerouac, e sul viaggio della mente, delle speranze –e, nell’ultima pagina, sul viaggio vero e proprio- di Arturo Bandini nel grande La strada per Los Angeles, di John Fante (sempre sia lodato).
E ho finito citando Thunder Road e Born to Run di Bruce Springsteen, che i ragazzi, no, non conoscono. Ma non conoscono bene se non vagamente neppure Vasco Rossi, ho scoperto con mia grande sorpresa. (Forse dovevo citare Maria Antonietta. I riferimenti musicali sono sempre difficili.) Le domande non sono mancate: da “i suoi primi racconti erano così terribili?” a “quanto ci mette a scrivere un romanzo” all’immancabile “ma quanto si guadagna a fare gli scrittori”?

Aggiungo una cosa: non avevo mai visto centoventi ragazzi così educati, silenziosi e attenti. Prossima tappa: Genova!

23/04/2012 | lettori di domani, arriviamo

Tra poco cominceremo a viaggiare per l'Italia per convincere i lettori di domani (ma anche di oggi) che niente è bello quanto viaggiare nelle pagine di un libro.
E noi sapremo consigliare i libri giusti, perché il libro giusto cambia per sempre la vita di un giovane.
Ci piace cambiare la vita di un giovane, no?

22/04/2012 | Diario di bordo

Siamo online con il Diario di Bordo uno spazio che raccoglierà i racconti di viaggio de La valigia dei libri. Sei autori, nove città italiane e migliaia di ragazzi. Seguiteci in questa avventura.